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venerdì 21 novembre 2025

Digimon Next Adventure - Capitolo 117: La fine di una grande avventura...o forse no?

Dopo la sconfitta di Piedmon per mano dei nostri eroi, Anubismon, il Giudice di Digiworld, uscì dal suo Digiuovo per riportare in vita tutti i Digimon che erano morti prima e durante la grande guerra. Con l'equilibrio del mondo digitale ormai ripristinato e con la nascita di una nuova era di pace, i Digiprescelti avevano ormai concluso il loro compito ed erano ormai liberi di ritornare nel mondo reale, anche se ciò significasse dover dire addio ai loro adorati Digimon.

Nella città di Kōbe, nel quartiere giapponese di Kita-ku, era ormai calata la notte, una notte nera e profonda...eppure, c'era ancora qualcuno che se ne restava sveglio per lavorare o preoccuparsi. A casa Yoshida, infatti, non aleggiava aria di allegria, ma solo di ansia e paura. Ma è questo che fanno i bravi genitori quando i loro figli non rientrano presto a casa: si preoccupano e si maledicono per non averli protetti dai pericoli. Il Signor Yoshida se ne stava seduto in cucina, in silenzio a tamburellare nervosamente il tavolo, mentre sua moglie stava girando intorno alla stanza come una disperata, essendo tra i 2 quella più preoccupata per il figlio. Non c'era verso di tranquillizzarla...
Signor Yoshida: Tesoro, ti prego...siediti un attimo.
Signora Yoshida: Sedermi? Come posso sedermi sapendo che il mio bambino è ancora lì fuori in pericolo?
Signor Yoshida: Cara, ascolta...
Signora Yoshida: E se fosse stato mangiato da uno di quei mostri? Non riuscirei a sopportare il pensiero che Takao...
Il Signor Yoshida si alzò dalla sedia e strinse dolcemente le spalle della moglie cercando di tranquillizzarla...
Signor Yoshida: La polizia lo sta ancora cercando, dobbiamo avere pazienza. Inoltre, stando a quanto dicono nei telegiornali, non ci sono state vittime durante l'incidente. Takao sta bene, ne sono sicuro.
La Signora Yoshida, udendo quelle parole cominciò a calmarsi, ma era difficile per lei trattenere le lacrime. Ad un tratto la stanchezza si fece sentire, portando la donna a sedersi sulla sedia, quando ad un tratto...
TOC! TOC! TOC!
Signor Yoshida: Hanno bussato, sarà la polizia?
Proprio in quel momento, la moglie dell'uomo si alzò di scatto e corse verso la porta per vedere chi aveva bussato. La povera donna era troppo turbata per chiedere chi era, ma tanto era convinta che fosse la polizia a riferirgli lo stato attuale della situazione. Fu un vero sollievo per lei sapere che ad attenderlo era la cosa più meravigliosa che la vita gli avesse mai dato.
Takao: Hey, mamma...sono tornato a casa.
Signora Yoshida: T-takao...sei tornato!
Gli occhi della donna si riempirono di lacrime quando si era ritrovata davanti il suo adorato Takao. Madre e figlio si strinsero in un lungo e caloroso abbraccio, felici di rivedersi dopo tanto tempo...almeno dal punto di vista di Takao. Il tempo a Digiworld scorreva più lentamente rispetto a quello reale, ve lo ricordate? Se per Takao erano passati dei mesi, per i suoi genitori saranno state molte ore.
Signor Yoshida: Takao, che sollievo! Ma dove sei stato tutto questo tempo? Sei stato fuori casa per ben 5 ore!
Takao: 5 ore?!
Preso alla sprovvista, Takao si fece prendere un po' dal panico...si era dimenticato di trovare una spiegazione adeguata alla sua assenza. Poi gli vennero in mente le voci che aveva sentito lunga la strada: 2 misteriosi animali si erano azzuffati nel quartiere, per poi scomparire misteriosamente senza lasciare traccia. Le 2 bestie di cui tanto si parlava erano sicuramente Greymon e Grizzlymon, era poco ma sicuro, ma era fuori questione farlo sapere ai suoi genitori. Tutto ciò che riguardava Digiworld e i Digiprescelti doveva restare segreto, per il momento...o magari nascosto per sempre. 
Takao: Ero...ero entrato nelle fogne per nascondermi da quei brutti mostri, ho perso la cognizione del tempo e sono arrivato tardi a casa. E mi sono perso anche la palla. Scusatemi se vi ho fatto preoccupare...
Signor Yoshida: Hai fatto bene, Takao, non scusarti.
Signora Yoshida: L'importante è che tu sia sano e salvo. Vado a prepararti la cena, ma tu intanto vatti a fare un bagno: avventurarsi nelle fogne è antigienico, lo sai.
Takao: Non me lo faccio ripetere 2 volte! Hehe!
???: Takaoooooo!!! Sei qui!
Il ragazzino che stava correndo lungo le scale era Kenzo, fratello minore di Takao, il quale andò ad abbracciare il suo fratellone più forte che poteva. 
Kenzo: Fratellone, non farmi più preoccupare! Come sei riuscito a sopravvivere?
Takao: Hey, hey! Datti una calmata, fratellino! É stata una serata lunga per me, non potremmo parlarne domani?
Kenzo: Ok!
Signor Yoshida: Cerca di capirlo, Takao...anche lui era in pensiero per te.
Takao: Si, capisco...
Takao emise un lieve sospiro...era stato lontano da casa per troppo tempo. I suoi amici, la sua famiglia...non c'era stato giorno a Digiworld in cui non aveva pensato a loro, neanche per un minuto. Alcune volte si era chiesto se li avrebbe rivisti e se fosse riuscito a ritornare di loro. Be, alla fine così era stato: era di nuovo nel mondo reale, a casa. Le uniche sfide che avrebbe affrontato sarebbero state quelle quotidiane, semplici e a volte difficili. Mai più Digievoluzioni o combattimenti, solo la vita di tutti i giorni.

Un bel bagno caldo e un cenetta sostanziosa...qual buon modo per festeggiare il ritorno a casa? Aggiungiamoci un letto morbido e il gioco era fatto, nulla a che vedere con il dormire in qualche cespuglio o terreno morbido. Per non parlare di procacciarsi il cibo e pensare a limitare le provviste, senza dimenticare i mostri digitali affrontanti lungo il viaggio. Un avventura del genere avrebbe traumatizzato chiunque, ma non di certo Takao, almeno all'inizio.
Takao: Che avventura, ragazzi.
Disse Takao con tono malinconico. Ritornare alla realtà di tutti i giorni era la cosa migliore che gli sia capitata, ma la mancanza dei suoi amici era qualcosa con cui doveva fare i conti. Ogni volta che ripensava al momento in cui non era riuscito a salutare per l'ultima volta Johan e gli altri Digiprescelti, il cuore gli si rodeva sempre di più. Era una sensazione insopportabile, non poteva accettarla.
Takao: Umpf! ("Se solo ci fosse un modo per parlare con gli altri, allora...")
Fu a quel punto che il ragazzo si rese conto di una cosa, ma doveva dirigersi subito in bagno per verificare se era vera. Il cesto dei panni sporchi non era ancora stato svuotato; non era serata di fare il bucato, quindi aveva tutto il tempo di frugare nelle tasche dei suoi pantaloni. Takao fu sollevato di sapere che il suo Digivice era ancora rimasto in suo possesso. Grazie ad esso, infatti, poteva contattare i suoi amici ogni volta che voleva, sebbene non avesse tenuto in considerazione il fatto che abitavano in paesi differenti, ognuno dotato di un proprio fuso orario. Dopo essere rientrato silenziosamente nella sua camera, il ragazzo non perse tempo ad attivare il dispositivo...
BZZZZZZZZZZZZZZZZZ...
Takao: Avanti, rispondente! Forza!
Niente, non ci fu risposta. Takao, impazientito com'era, riprovò diverse volte a richiamare gli altri Digiprescelti, ma invano. Alla fine dovete arrendersi...non c'era modo di contattare i suoi amici.
Takao: Probabilmente i Digivice funzionano solo a Digiworld, accidenti! 
Se ne riandò a letto giù di morale, gli erano bastati pochi secondi per sprofondare in un lungo sonno, dal quale poteva sognare e ragionare. Se non poteva chiacchierare con i suoi amici tramite i Digivice, poteva sempre andarli a trovare nei loro paesi. Conosceva bene i loro indirizzi, era già stato informato, e poco gli importava se doveva spendere un mucchio di soldi per prendere l'aereo. Probabilmente, anche gli altri Digiprescelti avrebbero fatto lo stesso, se non fossero così indaffarati. In ogni caso, questo pensiero fu rincuorante per il ragazzo; in fondo, nel mondo reale esistono un sacco di modi per non sentirsi così distanti...magari fosse stato così con il mondo digitale.
Takao: ZZZZZZZZZZZ... ("Agumon...mi chiedo cosa tu stia facendo in questo momento. Scommetto che ti stai riempiendo lo stomaco con dell'ottima carne abbrustolita. Si, immagino che te la stai godendo...hehehe! Meglio così, non voglio che tu soffra sentendo la mia mancanza. Anch'io dovrei pensare ad altro, invece di piangermi a dosso.")
Ma sarebbe stato in grado di andare avanti con la sua vita? Sarebbe riuscito a non pensare mai più al suo adorato Digimon? Bisognava dare tempo al tempo per saperlo, anche se ciò significasse aspettare a lungo.

Infatti, 2 mesi dopo, la vita aveva ripreso il suo corso. Tutto era ritornato alla quotidiana normalità per Takao, che come al solito voleva godersi le sue giornate al massimo dell'entusiasmo. Niente compiti di scuola o lavori casalinghi, ma solo una bella partita a calcio con i suoi amici, Taro e Shiro.
Shiro: Che partita da ragazzi!
Taro: Strabiliante, direi! Gli avversari erano quasi riusciti a metterci con le spalle al muro, ma il nostro capitano è riuscito a ribaltare le sorti con il suo calcio leggendario!
Takao: Stavolta non mi sono trattenuto, amici!
Shiro: Quando mai l'avresti fatto? Sappiamo bene che sei una testa calda!
Taro: Eh già! Hahaha!
Takao: Comunque, che ne dite di giocare ai videogiochi a casa mia?
Taro: Mi piacerebbe, ma oggi ho già preso un impegno, facciamo un'altra volta, ok?
Shiro: Anch'io sono indaffarato, mi spiace.
Takao: Come volete. Alla prossima partita!
Taro e Shiro: Ciao ciao!
Ritornare a casa dopo aver giocato così tanto, era sicuramente la ricompensa migliore che si potesse desiderare. Se Takao fosse stato davvero fortunato, appena rientrato a casa, avrebbe fiutato l'odore della merenda preparata da sua madre e allora si che stava una pacchia. Invece, non appena varcò la soglia della sua dimora, non riuscì a percepire nessun odore, né a vedere uno dei suoi genitori. In quel momento, il ragazzo si ricordò che quel giorno suo padre doveva lavorare fino a tardi, mentre sua madre era andata a vedere un amica che non vedeva da un sacco di tempo, portandosi dietro Kenzo.
Takao: Da solo in casa...tutto solo.
Takao si guardò in giro con aria pensierosa, per poi andare in cucina a prendere degli snack da portare in camera sua. In realtà, non aveva così tanto appetito, non il quel momento, almeno.
Takao:...
Il suo sguardo sembrava perso nel vuoto, come se stesse pensando a qualcosa di molto importante...qualcosa che non può togliersi dalla testa o dal cuore. Erano passati 2 mesi, ma proprio non riusciva a dimenticarlo...
Takao: Agumon, dove sei? Dovevamo rincontrarci uno di questi giorni, ricordi? 
A quel punto, i ricordi cominciarono a scorrergli davanti come un fiume tempestoso, che con una sola goccia bagnò il suo viso; stava cominciando a piangere, a rimembrare l'inizio...

Takao: Hey! B-b-b-b-buono bello! N-n-n-on ti avvicinare...io...non ho un buon sapore! S-s-stammi lontano! Argh! Non mi mangiare, ti prego!
Agumon: Eh? Mangiarti? Io non mangio nessuno.
Takao: Gulp! D-davvero?
Agumon: Però...ho un certo languirono. É da molte ore che non mangio...
Takao: Io...aspetta. Ho una barretta di cioccolato, spero ti possa bastare.

Agumon: Come ti chiami?
Takao: Oh, io sono Takao Yoshida...chiamami Takao. Tu invece come ti chiami?
Agumon: Io sono Agumon...piacere!
Takao: Sai, non avevo mai visto un dinosauro parlante prima d'ora...a parte in qualche cartone animato. Hahaha!
Agumon: Non sono un dinosauro...sono un Digimon!

Takao: Io non ti lascerò solo! Siamo finiti in questo guaio insieme...e ne usciremo fuori insieme!
Agumon: Takao...
Takao: Andrà tutto bene...abbi fiducia.
Agumon: Takao...io...Urgh! Si! Hai ragione! Andrà tutto bene...c'è la faremmo! Io...ti prometto che vincerò! 

Takao: Agumon! Va tutto bene?
Agumon: Si, sto bene...sono solo un po' stanco. Cavolo...ho voglia di un panino.

...e la fine di una meravigliosa avventura, vissuta e assaporata insieme al migliore dei compagni.

Agumon: Takao? Tu credi che un giorno ci rivedremo? Finche stiamo insieme, andrà tutto bene...ma se stiamo lontani, che faremo?
Takao: Non staremo separati a lungo, amico mio. Io credo, anzi...sono sicuro che vivremo altre avventure insieme. Non so come, non so quando, ma...succederà. Fino ad allora, aspetteremo.
Agumon: Non vedo l'ora che arrivi quel giorno. Arrivederci, Takao.
Takao: Arrivederci, Agumon.

Takao: Il nostro non era un addio, Agumon...lo dicevo sul serio. Devi credermi! Devi credermi...
Takao, in preda alla frustrazione, si inginocchiò, cominciando a versare lacrime sempre più amare. Che motivo aveva di vivere nel mondo reale senza il adorato Digimon? Come poteva continuare a godersi la vita senza Agumon? Anche se appartenevano a 2 mondi diversi, niente poteva cancellare il ricordo della loro amicizia. Neanche il destino poteva infrangere il loro legame, niente poteva farlo. Dopo un po', Takao si riprese; piangere gli aveva fatto bene, ma ora aveva un certo appetito...
Takao: Va be, una patatina mi tirerà su di morale. Ma, aspetta...dove le avrò messe?
Takao aveva appoggiato il pacchetto di patatine sul suo letto, ne era certo. Non potevano essersi volatilizzate o sparite per magia, a meno che...qualcuno non le abbia rubate. Questo era impossibile, non c'era nessuno a casa a parte lui. Se qualcuno fosse entrato in camera sua, lo avrebbe di certo notato, non era poi così stolto...
Takao: Vorrà dire che prenderò altro in cucina
Detto questo, il ragazzo lasciò la sua stanza per dirigersi nell'altra stanza. A metà strada, però, udì all'improvviso uno strano rumore che lo mise subito in allarme...
CRUNCH! CRUNCH! CRUNCH! CRUNCH! CRUNCH! CRUNCH!
Qualcuno era entrato in casa sua e non se ne era accorto. Nonostante l'iniziale spavento, Takao era deciso a fermare l'intruso con qualsiasi mezzo possibile. Perciò prese in mano il vaso preferito di sua madre, si avvicinò di soppiatto verso la porta della cucina e, nel momento in cui il malfattore lasciò la stanza, proprio nell'istante in cui si stava avvicinando...

CRAAAAAAAAAAASSSSSSSHHHHHH!!!

Davvero un bel colpo! Di certo, avrebbe stesso qualsiasi ladro...o quasi?
Agumon: Ahio! Takao, ma che ti è preso?!
Takao: Ma che...Agumon?
Agumon: Si, sono io. Sorpresa! 
Takao: S-sei qui.
Agumon: Già. Scusa se non ti ho avvertito prima, ma avevo una gran fame. 
Takao: Agumon...
Agumon: Mentre eri indaffarato a pensare, era andato in giro a cercare la dispensa, ma poi mi hai colpito con quel vaso e...
Un abbracciò...bastò un abbraccio per salutare il suo Digimon. Takao non poteva ancora crederci, eppure riusciva a toccarlo e a sentire la sua voce. Era davvero lui, il solo ed unico Agumon al mondo con l'Anticorpo X. Lui era il suo migliore amico...e gli amici veri non si abbandonando mai. Il mondo reale e quello digitale non erano poi così distanti, a quanto pare.
Takao: Mi sei mancato, Agumon!
Agumon: Mai quanto me, Takao!
Takao: Come mai sei qui? Come accidenti hai fatto ad entrare nel mondo reale?
Agumon: E una lunga storia, te lo spiegherò dopo...ora dobbiamo raggiungere gli altri.
Takao: Gli altri? Vorresti dire che...
Agumon: Esatto! Hehehe!
Un legame che non può essere spezzato, una nuova avventura all'orizzonte e un futuro ancora da scrivere. Quali altre sorprese aveva in serbo Digiworld? Di qualunque cosa si trattasse, i Digiprescelti l'avrebbero affrontata senza paura insieme ai loro Digimon. Finche stavano insieme, andava tutto bene...questo era il loro motto, la loro ragione di vita.

No, non abbiamo ancora finito. C'è ancora altro da raccontare...abbiate un po' di pazienza.

mercoledì 12 novembre 2025

Digimon Next Adventure - Capitolo 116: L'ultima vittoria

ChaosPiedmon, il nuovo Signore del Caos, si era rivelato un nemico temibile, ben peggiore rispetto ai precedenti. Dopo aver sconfitto 9 Digimon di livello Mega e distrutto i Digivice dei ragazzi, il malefico pagliaccio usò la sua tecnica più pericolosa, la Cancellazione, per sbarazzarsi degli eroi una volta per tutte. Sembrava ormai la fine per Takao e i suoi amici, finché non udirono una voce ultraterrena che lì spronò a combattere per il bene di Digiworld e del loro mondo. Con la fiducia ritrovata, i nostri eroi ottennero dei nuovi Digivice per far Digievolvere un'ultima volta i loro Digimon. Tra non molto sapremo chi vincerà e chi cadrà.

Bene e male, luce e oscurità, ordine e caos...una lotta eterna che non può in alcun modo cessare di esistere. I conflitti fanno parte dell'intera esistenza, è un ciclo che non si può frenare ne tantomeno deragliare. Alla fine, in un modo o nell'altro, qualunque sia la posta in gioco, qualunque sia il motivo, le 2 parti dovranno sempre scontrarsi per plasmare il loro destino. Esso non è una questione di probabilità, ma di scelta; non è qualcosa da aspettare, ma da realizzare...proprio in questo momento.
ChaosPiedmon: Questa storia finisce adesso!
Takao: Si, una volta per tutte!
Il raggio di luce generato dalla volontà dei 9 Digimon si scontrò con la nube di puro caos di ChaosPiedmon, dando così vita ad una prova di forza leggendaria. Era una situazione di stallo, una battaglia di volontà in cui nessuno poteva permettersi di indietreggiare e dove ogni singolo sforzo poteva fare la differenza. 
WarGreymon: Resistete! Ci siamo quasi...
ChaosPiedmon: Oh, io non credo proprio! Non esiste che riusciate a superarmi! Io sono caos, puro e semplice caos! Sono l'alfa e l'omega! Io...sono...invincibile! HOHOHOHOHOHOHOHOHOHOHO!!!
WarGreymon: Tu...sei da solo, ChaosPiedmon. Noi, invece, siamo insieme, uniti come una cosa sola...e ti sconfiggeremmo! Tu...non puoi...vincere! RAAAAAAAAAAAAAAARRRR!!!
Insieme ai suoi compagni, WarGreymon aumentò l'intensità del suo raggio luminoso, riuscendo così a dissipare l'attacco del pagliaccio, il quale cercò disperatamente di combattere l'inevitabile. Un ultimo sforzo per decidere le sorti tutti...era bastato questo per decretare la sua fine.
ChaosPiedmon: No...non può finire così! Dopo tutta la fatica che ho fatto per giungere fin qui, non posso sparire! Non posso perdere! No...no! 

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOooooooooooooooo...




Oh...

Oh, povero me.

Quindi è così che finisce, vero?

Ho perso. Mi era stata donata una seconda possibilità, una chance per dimostrare il mio valore...ma ho fallito miseramente.

Analogman, Piedmon, ChaosPiedmon...non importa chi decido di essere, non potrò mai cambiare il mio destino.

O forse si? Decisamente prima, ma...ormai è troppo tardi.

Hoho...be, pazienza. Di fronte alla sconfitta, tanto vale ridersela amaramente.

Ma ora mi chiedo...adesso che farò? Come passerò il mio tempo nell'eternità? Belle domande, si...

Oh be, ho tutto il tempo per pensarci...hohohoho!

Addio, Digiprescelti...il destino dei 2 mondi è nelle vostre mani, abbiatene cura.







Bianco. Dopo quell'esplosione ci fu il bianco, un silenzio assoluto. Si trattava del nulla, un piacevole nulla, un posto dove non si udiva violenza ma solo un inquietante quiete, un incubo sordo cieco dal quale nessuno vorrebbe viverci. In quel momento, Takao temeva di aver perso sia la vista che l'udito per colpa della battaglia, fino a quando non riuscì a sentire qualcosa: le voci dei suoi amici. 
Takao...
Takao!
Si, erano proprio loro, non c'era alcun dubbio a riguardo...e poteva riuscire anche a vederli, seppur non così nitidamente. Dopo un po', le immagini divennero più chiare...
Johan: Takao! Va tutto bene?
Dingo: Svegliati, compare! Non farci preoccupare! Sei più rintronato di un koala!
Takao: Urgh! Sono sveglio! Sono sveglio!
Hailey: Meno male, temevamo il peggio...
Takao scosse la testa e si diede un piccolo schiaffo sulla guancia per darsi una svegliata. In seguito, diede un'attenta occhiata ai suoi amici, cercando di capire se anche loro stessero bene.
Takao: E voi come state?
Aaron: Confusi, stanchi e seccati, ma per il resto tutto bene.
Hui: La collisione di quei 2 attacchi è stata terribile, quasi me la facevo sotto. 
Dingo: E non ti sei nemmeno portato le mutante di ricambio...hahaha!
Takao: Hehe! Bella questa, Dingo! 
Pierre: Be, non è il genere di comicità che mi piace, mon ami, però...
Takao: Aspetta un minuto! Qui manca ancora qualcuno...dov'è finito Agumon?
Non appena il ragazzo fece questa domanda, fu poi colto di sorpresa da una misterioso assalitore...bisogna forse preoccuparsi? Io non credo proprio.
Agumon: Takaoooooo!
Il piccolo dinosauro si tuffò fra le braccia del suo amico, come un cucciolo che saluta gioiosamente il suo adorato padrone. L'impatto fece rotolare violentemente la coppia, che quasi rischiava di scontrarsi con gli altri Digiprescelti. Anche gli altri Digimon accorsero per riabbracciare i loro compagni umani. 
Takao: Hahaha! Agumon, ma che combini?
Agumon: Sono solo felice di vederti, Takao! Abbiamo vinto!
Liollmon: Avete visto che roba? ChaosPiedmon non ha avuto alcuna possibilità contro il nostro ultimo attacco!
Johan: Siete stati grandiosi, ragazzi!
Coen: Mmmmm...che siano stati i nuovi Digivice a rendere più potenti i nostri Digimon? 
Deltamon: Io non avrei dubbi a riguardo.
Rebecca: E se fossero solo un tramite? Secondo me, quella luce proveniva dai nostri cuori.
Deltamon: Be, di fronte a questa ipotesi sdolcinata, non posso di certo impormi.
Aaron: Neppure io...hehe.
Aaron ammicco alla ragazza, dando al suo Digimon l'opportunità di prenderlo un po'in giro...
Salamon: Hehe...adesso fate puci puci?
Aaron: Sta zitta, Salamon.
Pierre: Perché no? Un po' di romanticismo non guasta mai, mon ami...hohoh!
Dingo: Andiamo, fate volare i bacetti!
Gizamon: Bacio! Bacio! Bacio! Bacio!
Aaron: Ma piantatela!
Gladimon: Insomma, un minimo di riguardo per 2 giovani innamorati!
Aaron: Così peggiori le cose, scatoletta ambulante.
Gladimon: Cavaliere, prego.
Gli eroi, ubriachi di gioia, cominciarono a ridere a crepapelle, come mai prima d'ora. Perfino Aaron, all'inizio molto infastidito, dovette arrendersi a quelle risate così contagiose. Da quanto tempo non si divertivano così? Forse dal giorno in cui scoppiò la guerra su Digiworld o quando Deltamon si era Megadigievoluto in un forma corrotta di Millenniumon. Non erano ricordi piacevoli e mai sarebbero riusciti a cancellarli dalla loro memoria. Ma tutto questo apparteneva al passato, non era più il loro presente...e non sarebbe mai stato il loro futuro. Le profezie avevano detto il vero: i Digiprescelti avevano salvato Digiworld.
Sunarizamon: Quindi...abbiamo davvero vinto? É davvero finita?
Lalamon: Credo proprio di si! Ora bisogna festeggiare!
Xiquemon: Si, ma...con cosa? Siamo nel bel mezzo di uno spazio completamente bianco, come faremo ad uscirne?
Agumon: Tranquillo, qualcosa ci faremo venire in mente. Abbiamo appena sconfitto le forze del caos, cos'altro potrebbe capitarci?
Xiquemon: Ogni volta che sentiamo questa frase, succede sempre qualcosa di brutto, sai?
???: Questo è vero, ma non stavolta.
Gli eroi smisero di ridere quando udirono quella voce eterea. Guardare in ogni angolo della dimensione sconosciuta non serviva a niente, era come se l'essere misterioso fosse vicino a loro, ma allo stesso tempo più lontano. Forse...era proprio quella dimensione a parlare? Non era poi una teoria così insensata.
Johan: Chi sei tu? Ti prego, fatti vedere!
???: Così sia. É arrivato il momento di rivelarmi a voi.
Ad un tratto, il corpo di Takao cominciò a brillare più del sole e da esso uscì fuori una nuvola di dati, i quali si erano poi raggruppati per dare vita a qualcosa. Aveva una forma perfettamente ovale e sul suo guscio era stampato uno simbolo: delle ali dorati. Takao ci mise subito a capire cosa stava succedendo, ma nel momento in cui lo stava rivelando agli altri...

FLAAAAAAAAAAAAAAAAASSSSSSSHHH!!!

...il Digiuovo si schiuse rivelando al suo interno il nascituro. All'inizio si presentò come un Digimon di livello Primario, per poi tramutarsi in fretta in un livello Primo stadio, Intermedio, Campione, Evoluto e infine Mega, la sua forma finale. Takao e i suoi amici avevano gli occhi spalancati dallo stupore nel vedere che era nata una creatura potentissima, dotata di ali più dorate dell'oro e con poteri che vanno al di là di ogni immaginazione. Queste furono le sue prime parole...
???: Digiprescelti, in questo momento non riesco a trovare le parole più adatte per esprimere la mia gratitudine. Insieme ai vostri Digimon siete riusciti a fermare ChaosPiedmon, l'ennesima incarnazione del caos, oltre ad aver riportato la pace nel mondo digitale. Grazie, grazie per tutto ciò che avete fatto...grazie per avermi riportato in vita.
Takao: Nessun problema...Anubismon. É questo il tuo nome, no?
Anubismon: Esatto, ragazzo. Sono l'essere che dona la vita e la rinascita ai Digimon.
Coen: Nonché fratello di Plutomon.
Aaron: Qualcuno avrà preso di più dalla madre.
Anubismon: Madre, padre, genitori...questi concetti sono sconosciuti a noi Digimon. 
Aaron: Capisco. In un certo senso, nascete già orfani. Comunque, perché ti fai vedere proprio adesso?
Anubismon: Non avevo ancora recuperato le mie forze, non ero pronto per rinascere, ma vivendo nel corpo del vostro amico ho potuto vedere il grande legame che vi unisce. Questo legame, questa forza, mi ha nutrito e mi ha permesso di schiudermi dal mio Digiuovo.
Aaron: Certo, mi pare una spiegazione sensata...insomma.
Nel frattempo, Hui prese in mano il suo nuovo Digivice; voleva essere il primo a testare l'analizzatore digitale.
Anubismon. Digimon Uomo Divino di Livello Mega. Tipo Antivirus. É il giudice di Digiworld ed ha il potere di far rinascere i Digimon. La sua mossa speciale è la Piramide del Potere, con la quale imprigiona i nemici.
Mentre Hui stava leggendo le informazioni con grande interesse, Rebecca si avvicinò al potente Digimon per chiedergli un grosso favore.
Rebecca: Anubismon, ti supplico...potresti riportare in vita i Digimon che sono morti per mano di Piedmon e dei suoi alleati?
Anubismon: Certo, posso farlo.
Rebecca: E, se possibile, potresti resuscitare anche quelli che sono morti per altre cause? Anche loro meritano un'altra possibilità.
Anubismon: Tutti la meritano, nessuno escluso.
Detto questo, Anubismon chiuse gli occhi e alzò il braccio destro verso al cielo. Dal palmo della sua mano generò un'onda accecante che fece tremare l'intera dimensione; l'ondata era così potente da raggiungere perfino Digiworld. Gli eroi volsero lo sguardo verso gli schermi olografici ancora attivi, ansiosi di sapere se il Digimon con la testa di sciacallo fosse riuscito nel suo intento. Tutto ciò che videro era il mondo dei Digimon avvolto in un telo di luce, dal quale sbucarono fuori un numero incalcolabile di Digiuova. Così come Anubismon, anche i Digimon al loro interno erano rinati completamente cresciuti e desiderosi di riabbracciare i propri cari dopo molto tempo. I pirati appartenenti alla ciurma di CaptainHookmon erano appena tornati dal regno dei morti e già avevano cominciato a far festa ubriacandosi come disperati insieme al capitano e al quartiermastro Hookmon; Ranamon, essendo la più raffinata, preferì prendere le distanze, ma era felice di rivedere di nuovo i suoi scalmanati compagni di mare. Poi c'era Seahomon, che non aveva problemi ad esternare i suoi sentimenti e a piangere in modo così assordante; bisognava capirlo, era felice di rivedere, dopo moltissimo tempo, i suoi amati sovrani. A proposito di amore, i sovrani del Regno degli Scacchi avevano festeggiato la vittoria del bene con una sbaciucchiata; Jijimon e Babamon avevano seguito il loro esempio senza alcuna vergogna...non male per una coppia di anziani. I più moderati, invece, preferirono restarsene solennemente in silenzio, per godersi un vero attimo di pace e per riflettere su alcune domande...
DarkKnightmon: E adesso che si fa? Potremo mai vivere in un mondo senza conflitti? Io, DarkKnightmon, sono nato e cresciuto per seguire una sola via: combattere. Vivere in pace e armonia non fa per me.
Tuwarmon: Senza considerare che non avremo più clienti a cui offrire i nostri servigi...in cambio di "qualche" spicciolo, ovviamente.
MetalGarurumon: Allora perché avete deciso di aiutarci? Lavorare per Piedmon non era più conveniente? O forse, in fondo, anche voi desiderate il meglio per Digiworld?
DarkKnightmon: Non mi sono pentito della mia scelta, Sergente Maggiore, è una sfida che posso affrontare senza timore. In fondo, mi serviva un periodo di riposo.
MetalGarurumon: Se ti può consolare, Cavaliere Nero, non credo che questa pace durerà in eterno...probabilmente dovremmo affrontare altri problemi in futuro.
HiAndromon: Nel frattempo, ci impegneremo a costruire il nostro presente e lasciarci il passato alle spalle...dico bene, Caporale MegaGargomon?
MegaGargomon:...
Tuwarmon: Però, loquace il vostro amico.
I presenti risero con moderazione a questa battuta. Ad tratto, MetalGarurumon alzò lo sguardo verso il cielo pensando ai Digiprescelti e ai loro Digimon...
MetalGarurumon: ("Ottimo lavoro, soldati...avete svolto il vostro dovere con successo. Vi siete meritati la medaglia al valore e la nostra eterna gratitudine...grazie davvero.")
I nostri eroi non erano in grado di leggere i pensieri dei Digimon che avevano salvato, ma sapevano che erano grati per ciò che avevano fatto, tutti loro. Lacrime simili a diamanti scorrevano sui loro visi, non di tristezza ma di gioia e fierezza. C'è l'avevano fatta. Erano sopravvissuti all'inferno e avevano sofferto tanto, ma erano riusciti a completare la loro missione, a compiere il loro glorioso destino.
Agumon: Sniff! Abbiamo vinto, Takao! Sniff...c'è l'abbiamo fatta! Però, dimmi...perché stiamo piangendo?
Takao: Non lo so, ma in questo momento ho una gran voglia di darti un abbraccio! Vieni qui!
Aaron: Ragazzi, odio dovervi rovinare il vostro momento baci e abbracci, ma vorrei farvi notare che Minotarumon e Arukenimon sono ancora a piede libero.
Coen: É vero! Come abbiamo potuto scordarcene? Anche senza il loro capo che li guidi, sono lo stesso molto pericolosi.
Johan: Di sicuro vorranno vendicarsi...
Dingo: Io non me ne preoccuperei troppo, compari.
L'avventuriero, con un gesto relativamente flemmatico, indicò uno degli schermi olografici, il quale trasmetteva in diretta una scenetta a dir poco divertente. Dark Trailmon era stato neutralizzato da una rete elettromagnetica, costringendo i suoi passeggeri ad un fuga precipitosa e disordinata. Minotarumon scivolò su una buccia di banana e schiacciò con il suo corpo Arukenimon, la quale cominciò a sbraitare istericamente verso il suo odiato compagno. Si, lo so, è da non crederci, ma era successo davvero. La resistenza accerchiò il diabolico duo per evitare che scappasse di nuovo.
Deputymon: In ginocchio, furfanti...con le mani in alto!
Halsemon: Non provate a fare scherzi!
Arukenimon: GRRRRRRR!!! É tutta colpa tua, idiota!
Minotarumon: Che centro io? Prenditela con la buccia di banana!
Arukenimon: Ma chi è così maleducato da lasciare sporcizia in giro?!
MetalEtemon: Lo ammetto, è un brutto vizio, ma almeno è servito a qualcosa...hahaha!
KingEtemon: Hehehe! Tu non ti smentisci mai, fratellino!
Anche gli eroi risero di gusto, ma ad un tratto un dubbio affiorò nei loro pensieri...
Hui: Anche i Digimon cattivi sono rinati?
Solo Anubismon poteva rispondere a questa domanda.
Anubismon: Certo, ma a differenza di quelli buoni, ricominceranno il loro ciclo vitale come cuccioli senza alcun ricordo della loro vita precedente. É il castigo che si sono guadagnati per essersi schierati con il male.
Rebecca: Forse è meglio così...
Coen: E Piedmon? Anche lui ritornerà? Può un essere umano trasformato in un Digimon rinascere in un Digiuovo?
Anubismon: Questo dipenderà da me, ma sarebbe meglio che rimanga nel limbo per un po' di tempo a riflettere sui suoi errori.
Rebecca: É una punizione ben meritata, ma...non posso fare a meno di provare pena per lui.
Dingo: Stai scherzando, dolcezza? Ti sei dimenticato i crimini che ha commesso quello stupido pagliaccio?
Aaron: Nessuno la farà, credimi...ma io non prenderei in giro una persona che sta vivendo un destino così.
Dingo: Ok, te lo concedo. Comunque...ora che si fa?
Anubismon: Adesso è tempo che torniate a vivere le vostre vite di sempre, Digiprescelti.
Takao: Si, è comprensibile. Aspetta...cosa?
Anubismon: Avete compiuto il vostro dovere, siete liberi di tornare nel vostro mondo. In fondo, sapevate che questo giorno sarebbe dovuto arrivare.
Già, avrebbero dovuto immaginarlo, ma fu comunque uno shock per Takao e gli altri Digiprescelti. Probabilmente avevano vissuto a Digiworld per quasi 10 mesi, forse quasi un anno, e col tempo si erano affezionati a quella dimensione digitale così assurda e meravigliosa. Insieme ai loro Digimon avevano vissuto una miriade di avventure, assaporato gioie e dolori in egual misura, imparato a sopravvivere e crescere fino a diventare persone migliori. Ora, però, era giuntò il momento di ritornare a casa...e di salutare per l'ultima volta i loro compagni. Agumon e gli altri Digimon non potevano correre il rischio di vivere in un mondo che li avrebbe sicuramente temuti, senza considerare il fatto che avrebbero messo in difficoltà anche i loro amici umani. Separarsi era doloroso, ma era necessario per entrambe le parti.
Anubismon: L'equilibrio deve essere preservato, lo capite? Umani e Digimon che coesistono nella stessa realtà...non siamo ancora pronti per questo. Vi concedo qualche minuto, sfruttatelo bene.
Così aveva proferito Anubismon. Da una parte c'erano i Digiprescelti, dall'altra c'erano i loro Digimon...ed entrambi si stavano preparando a dirsi addio con le lacrime che gli scendevano dagli occhi.

Johan: Dunque, è giunto...è giunto il momento di salutarci.
Liollmon: Così pare.
Johan: É giusto che sia così, però...però...è dura salutarsi in questo modo, dopo tutto il tempo che abbiamo passato insieme. 
Liollmon: É stato bello finché è durato.
Johan: Già. Liollmon, ti ringrazio per essermi stato amico.
Liollmon: Lo stesso vale anche per me, Johan. Ti prometto che ricomincerò ad allenarmi più intensamente, così sarò abbastanza forte per proteggere chi ne ha più bisogno e non avrai motivo per preoccuparti.
Johan: Ci conto.

Sunarizamon: Hui...
Hui: Sunarizamon...i-io...sniff! Io...io non s-sono a-ancora pronto per q-q-questo. Sniff! Sniff!
Sunarizamon: Neanch'io...sniff! Ma d-d-d-dobbiamo accettare la r-realtà.
Hui: N-non so se c-c-ci riuscirò!
Sunarizamon: S-sei più forte di quanto credi, Hui, io lo so. Non piangere...sii forte! In cambio cercherò di b-balbettare di m-meno, a partire da domani. 
Hui: Non mi ha mai dato fastidio il tuo modo di parlare, mi piaci così come sei. C-comunque, va bene...cercherò di sorridere, almeno per il momento. 
Sunarizamon: Oh, Hui, amico mio...Bhuhuhuhu!

Hailey: Bwah! AHA! HA! HA! HA! Sigh...
Lalamon: BWAAAAAAAAAA!!! HA! HA! Sob! Hailey...
Hailey: Lalamon...mi m-mancherai così tanto!
Lalamon: A-anche tu mi m-m-mancherai...sob! S-saluta la tua f-f-famiglia da parte mia, va bene? Sigh...
Hailey: Lo farò senz'altro. Sigh...BWAAAAAAA!!!
Lalamon: Ti prego, Hailey, c-così farai p-p-piangere anche me...Bwah! AHA!

Pierre: Gli addii sono un dolce ricordo, su questo siamo d'accordo. Ti ricorderò sempre nel profondo del mio cuore, col solo intento di combattere le avversità con vigore.
Xiquemon: É meravigliosa, Pierre.
Pierre: Merci beaucoup, mon ami. Se proprio dobbiamo dirci addio, facciamolo in modo poetico.
Xiquemon: Ti do ragione, mio fedele compagno...ciò che siamo è il vero guadagno. Che te ne pare?
Pierre: Semplicemente magnifique...davvero.

Gizamon: Be, Dingo, siamo giunti alla fine del viaggio. É stato bello avventuroso, eh?
Dingo: Per mille canguri, puoi dirlo forte, compare! Al confronto, l'Outback australiano risulterà noioso. Ti ricordi quella volta in cui mi chiedesti se potevi indossare il mio cappello e io ti ho detto di no?
Gizamon: Emmm...si. Cosa centra?
Dingo: Be, ora adesso è tutto tuo. Tienilo, così ti ricorderai del tuo caro amico Dingo.
Gizamon: Ma...ma io non posso accettarlo! É il tuo cappello preferito!
Dingo: Il mio unico cappello preferito. Non preoccuparti, me ne procurerò uno nuovo.
Gizamon: Oh, capo...

Coen: Dingo ha regalato l'oggetto a cui tieni di più al suo Digimon...che coincidenza.
Deltamon: Che intendi dire, Coen?
Coen: Be, ecco...penso che questa non mi serva più.
Deltamon: Vuoi darmi la tua maschera? Lo sai che è troppo piccola per le mie teste, ma grazie lo stesso.
Testa Metallica di Deltamon: Hihihihihi...la conserveremo con molta cura.
Testa Scheletrica di Deltamon: Groar...
Coen: Prendi anche il mio tablet, se vuoi. Per quel che ne so, è l'unico posto dove tu riesca a dormire bene.
Deltamon: Posso farne a meno, non preoccuparti. A Digiworld i tablet non mancano di certo, nonostante il prezzo elevato.
Coen: Ma la nostra amicizia vale molto di più, vero?
Deltamon: Sempre.

Salamon: Sob! Sob! Sniff!
Aaron: Su, su...piangi pure. In questo momento, hai bisogno di sfogarti.
Salamon: Ma io non v-v-voglio piangere! Sniff!
Aaron: Ed io non volevo sorridere, ma mi hai aiutato lo stesso a farlo. Permettimi di ricambiare il favore.
Salamon: Sniff! Grazie, Aaron, ti voglio bene.
Aaron: Anch'io, Salamon.

Gladimon: Principessa, Rebecca, io...da dove posso cominciare?
Rebecca: Qualunque cosa decida il tuo cuore.
Gladimon: D'accordo, come preferisci. Dal giorno in cui sono diventato cavaliere, avevo giurato di porre la ma vita al servizio di qualcosa di ben più grande di me stesso. Non l'avevo ancora trovato, fino al giorno in cui ti incontrai e mi insegnassi che esistono cose ben più grandi dell'onore. Purtroppo, il fato mi impone di rompere questo giuramento. Rebecca, ti supplico, perdonami.
Rebecca: Non ho motivo per rimproverarti. Gladimon, io ti voglio bene...dovunque andrai, ovunque sarai, starai sempre nel mio cuore.
Gladimon: Rebecca...sniff! Chiedo il permesso di abbracciarti...sob!
Rebecca: Hehe! Vieni qui, sciocco!

Takao: Agumon, io...sigh! Scusami, non sono molto bravo con i discorsi tristi...
Agumon: Neppure io, Takao. Cavolo, tutta questa tristezza mi ha fatto venire una gran fame!
Takao: Non posso credere che tu pensi al cibo proprio in questo momento!
Agumon: Ma Takao, salvare il mondo richiede molte calorie! A te non ti verrebbe un languorino al mio posto?
Takao: Ora che ci penso...mi sta venendo fame pure a me.
Agumon: Pfffff...hahahaha! Ne diciamo di stupidaggini!
Takao: Hehehehehe! Puoi dirlo forte, Agumon! Hehehe!
Agumon: Hahahahaha! Ci siamo divertenti insieme, vero?
Takao: Si, davvero.
Agumon: Takao? Tu credi che un giorno ci rivedremo? Finche stiamo insieme, andrà tutto bene...ma se stiamo lontani, che faremo?
Takao: Non staremo separati a lungo, amico mio. Io credo, anzi...sono sicuro che vivremo altre avventure insieme. Non so come, non so quando, ma...succederà. Fino ad allora, aspetteremo.
Agumon: Non vedo l'ora che arrivi quel giorno. Arrivederci, Takao.
Takao: Arrivederci, Agumon.
Arrivederci, Digiworld. É tempo che i nostri eroi ritornino da dove sono venuti...a partire da adesso.

FLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAASSSHHH!!!















Takao:...eh? Cosa? Cos'è successo? Dove mi trovo?
Takao si svegliò in piedi, completamente frastornato ma ancora capace di ragionare. Era successo tutto all'improvviso, così senza alcun preavviso, ma non poteva dimenticare quella luce sovrannaturale che lo aveva inghiottito. Si guardò intorno come un cucciolo smarrito, cercando di mettere insieme i pezzi come meglio poteva. La testa gli esplodeva, pensare troppo gli faceva male.
Takao: Uh...("Che giravolta! Svegliati, Takao...rimettiti in sesto!)
Il ragazzo, confuso com'era, rischiava di scivolare, ma fortunatamente riuscì ad aggrapparsi in tempo a qualcosa: un cartello pubblicitario del "Ninja's Palace", una nuova catena di fast food appena aperti; Takao ci era stato una volta, si mangiava bene, sebbene i frullati non erano proprio un granché. Poi spostò la sua attenzione verso una vecchia casa, che sembrava sul punto di crollare da un momento all'altro; ogni volta che faceva quella strada, non poteva fare a meno di osservarla con gran curiosità e chiedersi quando l'avrebbero demolita. E quel cane che passeggiava tranquillo lungo la strada? Non era di certo un randagio, Takao sapeva bene che apparteneva al suo vicino. Fu a quel punto che gli si accesse la lampadina...
Takao: Questa è Kita-ku, il mio quartiere. Sono...sono ritornato a casa!

Continua...